Visite e Trattamenti

La mia attività consiste nell’Ortopedia Pediatrica, quindi nella diagnosi e cura di tutte le problematiche che coinvolgono l’apparato muscolo-scheletrico del bambino.

Un fatto quasi unico in Italia, dove pochi Ortopedici decidono di specializzarsi in questo ambito.

Inoltre, forse non sai che possiedo una specializzazione sviluppata all’Hospital for Sick Children di Toronto (unico specialista in Italia) nella diagnosi e nel trattamento della displasia congenita dell’anca, per cui mi avvalgo della diagnosi ecografica, che faccio personalmente.

La seduta si svolge in maniera convenzionale (in ambulatorio) e dura circa 20 minuti: a seconda dell’età, interagisco direttamente con il bambino (se l’età è maggiore di 2 anni) o maggiormente con i genitori se il bambino è molto piccolo; utilizzo tecniche per rilassare il neonato e rendere l’esecuzione dell’indagine ecografica più agevole.

Dopo l’esecuzione dell’indagine ecografica procedo alla spiegazione ai genitori dei risultati dell’indagine (raccontando anche cosa evidenziano le immagini) e poi imposto il programma terapeutico.

Lo step successivo, in presenza di effettiva displasia dell’anca, prevede l’utilizzo di un tutore specifico (ne esistono 3 principali tipologie che prescrivo a seconda del quadro) per un totale di 12 settimane.

Sono quindi previste visite di controllo con follow-up ecografico a 1-3-5-8-12 settimane dall’inizio del trattamento con il tutore. Se tutto va bene dopo 12 settimane il trattamento è concluso e si passa a controlli su base annuale o biennale.

Se le cose non andassero subito bene si passa a trattamenti (come gesso applicato in narcosi o trattamento chirurgico) più intensivi che vengono stabiliti sulla base del quadro.

Possibili Complicanze

I bambini che vengono trattati con il gesso potrebbero iniziare a camminare più tardi: nonostante ciò, quando il gesso viene rimosso lo sviluppo psico-motorio procede normalmente.

Raramente può permanere una differenza in lunghezza degli arti inferiori. Questo accade per una alterata circolazione del sangue a livello della porzione superiore del femore che può causare un temporaneo arresto di crescita della stessa. Questa complicanza è più frequente quando si deve ricorrere all’intervento chirurgico.

Anche quando il trattamento è effettuato correttamente la displasia potrebbe non guarire completamente: di conseguenza, in alcuni casi si deve trattare l’anca nuovamente durante la prima infanzia.

In conclusione, cosa aspettarsi?

Quando trattata precocemente e con le metodiche corrette, la displasia dell’anca può essere affrontata con successo.

Se non diagnosticata o diagnosticata tardi, può invece portare a un alterato sviluppo articolare, con artrosi precoce e necessità di protesizzazione durante l’età giovane adulta.

Anche se trattata adeguatamente la displasia dell’anca può ripresentarsi dopo il termine della crescita, causando dolore e limitazione funzionale.

Questo è particolarmente vero per i casi in cui il trattamento comincia dopo i 2 anni di età.

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